Magia e Alchimia

Il Grande Sogno


 Il Grande Sogno


 Oltre il buio, al di là della Luce


 


  di Stefano Mayorca


 


 Quando la luce si attenua e la notte spegne ogni chiarore, ombre silenti emergono dalle regioni arcane dell’inconscio. Un senso di mistero pervade l’animo e tutto si scolora. Sbiadisce l’attenzione, e poco a poco la volontà cede al sonno mentre un dolce torpore si insinua nel corpo. La mente, che non vuole perdere il controllo, tenta di resistere, ma ogni tentativo è vano e, sospesa tra vita e morte, tra materia e spirito, scivola nel baratro dell’oscurità. Il grande sogno, un sogno senza tempo, cattura la ragione e la conduce verso lidi mai esplorati, situati oltre le consuete barriere temporali. Qualche volta il ricordo è traumatico e in quel momento ci svegliamo di soprassalto perché abbiamo la sensazione di precipitare, di cadere in un precipizio senza fine. Il cuore pulsa convulsamente e il respiro diviene affannoso. Una paura ancestrale ci assale, il terrore di avere superato la Soglia segreta. Una notte, in un periodo imprecisato, il mio corpo, quasi paralizzato, si sforzava di compiere un movimento qualsiasi, senza successo. Il battito cardiaco era debolissimo e respiravo a fatica. Rigido come la pietra attendevo. Capii, con il tempo, che mi ero sdoppiato.


 La mie uscite in astrale si sono susseguite, in alcuni casi con modalità differenti. Una volta, per esempio, fui preso da un vortice magnetico, una sorta di vento che mi faceva girare a una velocità sorprendente. Mi ritrovai a volteggiare sopra il soffitto, nella stanza buia. Ero in alto, e contemporaneamente mi trovavo in basso disteso sul letto. Intendo dire che percepivo le due realtà in maniera analoga. Vivevo distintamente il duplice stato e le parti apparentemente separate provavano una le sensazioni dell’altra. Non riesco a trovare parole più adatte per spiegare il fenomeno, ma chi ha vissuto tale esperienza può comprendermi. Del resto noi siamo un’unità e siamo indivisibili anche nel corso di queste manifestazioni. Il buio, materia vivente, origina forme, spettri e dà corso alle nostre più intime paure, ci sfida a scovare risposte, ci esorta a capire. Il nocchiero del fato, sospeso tra due dimensioni parallele, guida le anime sognanti oltre i confini del tempo conosciuto, dove non esiste né tempo né spazio. Psiconauti involontari, preda del grande sogno, varcano il tempestoso mare che divide l’ombra e la luce, l’essere e il non essere. Nell’immenso Nulla si torna all’origine, si scopre la Via. In quel momento non vi è più il corporeo che impedisce all’essenza di travalicare l’ignoto, di muoversi liberamente. Il lungo prolungato silenzio si trasmuta in un suono, una melodia che permea quella realtà negata nello stato di veglia. E proprio qui, alle propaggini dei territori nascosti, si concreta un vissuto che non appartiene al consueto. Immagini caleidoscopiche si sovrappongono e bagliori improvvisi, intermittenti, intrisi di colori accesi esplodono all’interno del nostro essere. Un sogno dentro il sogno che non va confuso con la fantasia. Dimensioni, piani, visioni si distorcono, si allungano, si confondono. E quando il buio più intenso, un buio indescrivibile e denso permea ogni cosa, la coscienza è immersa in un liquido che non è composto d’acqua, è una sorta di fluido che penetra in profondità. Le immagini dispaiono, il nero è assoluto. Lentamente, in quel manto oscuro si fa strada una lieve luminescenza e minuscoli puntini di luce, simili a stelle, brillano di una luce fredda. Il tenue chiarore, situato a destra, è di un colore azzurro pallido, poi, gradualmente, diviene più vivido, più carico, simile al blu elettrico. Un blu guizzante che si contrae e si espande. Onde concentriche quasi spiraliformi, di una tonalità indefinita, simili a un tunnel inghiottono il viaggiatore. Si tratta del vero passaggio che divide i due piani, quello umano e quello astrale. Oltre il buio, al di là della Luce, ecco il Regno. Nuvolosità cromatiche che sfumano nel giallo, nel rosso, nel viola e nel blu punteggiato di verde annunciano l’ingresso alle zone astralizzate.